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Anche quest’anno i contribuenti italiani stanno per essere
chiamati a indicare come destinare l’Otto per Mille
del gettito Irpef e troveranno tra le opzioni a loro disposizione
anche quella in favore dello Stato. I rilievi della Corte dei conti
sulla pluriennale gestione dell’Otto per Mille di competenza statale sono
estremamente gravi.
Rileviamo da un lato che l’impiego del gettito dell’Otto
per Mille di competenza statale prevede, come recita la legge 222/1985,
«interventi straordinari per calamità naturali» e «ristrutturazione,
miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico ed efficientamento
energetico degli immobili di proprietà pubblica adibiti all’istruzione
scolastica». E, dall’altro, la presenza di tanti concittadini del Centro
Italia in estrema difficoltà a causa dei fenomeni sismici che hanno avuto
inizio nell’agosto dello scorso anno.
Di fronte a questa ennesima emergenza invitiamo il
Presidente del Consiglio dei Ministri On. Paolo Gentiloni a rivedere
la politica del governo in tema di utilizzo dell’Otto per Mille di
competenza statale, dando la possibilità di compiere un gesto umanitario
ai contribuenti alle prese con la dichiarazione dei redditi e portando un
doveroso aiuto alle popolazioni colpite dal terremoto utilizzando una
previsione normativa specifica per far fronte alle calamità naturali.
È indispensabile, a nostro avviso, destinare l’Otto per
Mille a gestione statale alla ricostruzione con criteri antisismici di
abitazioni, scuole, ospedali, asili nido, biblioteche, università,
strutture produttive, strade e ferrovie delle regioni colpite dal sisma.
Non luoghi di culto, per i quali c’è già l’Otto per Mille alle Chiese. Il
governo può spostare fondi cospicui e può dare la possibilità ai
contribuenti di aiutare i connazionali in difficoltà: sarebbe delittuoso
non farlo.
Chiediamo anche un impegno di più alto valore civile,
una vera e propria svolta: vale a dire che lo Stato, per la prima volta
dall’esistenza del meccanismo dell’8 per mille, lanci una campagna
pubblicitaria a proprio favore.
Se il governo accogliesse entrambe le nostre
sollecitazioni, molti contribuenti, sapendo di poter dare un aiuto
concreto alla ricostruzione di una regione martoriata dal terremoto,
sceglierebbero di firmare per lo Stato. E in tal modo si attiverebbe tra
l’altro una leva economica veramente consistente.
L’utilizzo razionale delle risorse a disposizione può
effettivamente consentire di creare una società migliore e il nostro
appello intende indicare una strada realmente percorribile.
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